3 |
|
la recensione letteraria di intra i sass |
|
|
Titolo: Il
richiamo dell'Hoggar - Arrampicate nel deserto |
Il richiamo dell'Hoggar recensione di Alberto Pezzini |
|
Il libro è del 1936. Frison-Roche l'ha scritto di
getto dopo aver partecipato alla Mission Alpine Française du Hoggar
del 1935. Fino a quella data aveva lavorato come guida alpina, esperto
sciatore ed occasionale raccontatore delle sue imprese per riviste
specializzate. Dopo il deserto non è più lo stesso. Scrive il libro
in questione, si trasferisce in Algeria e compie quasi diciassette
viaggi nel deserto senza riuscire mai a staccarsene. Il volume Primo
di cordata - scritto in Algeria - ne farà uno degli scrittori di
montagna più celebri al mondo. Ma il deserto resta una dolcissima ed
inarrestabile ossessione che gli ha sconvolto la vita come solo
una donna od una malattia divorante possono fare. Dopo i mesi
trascorsi insieme al Capitano Coche - un sahariano di profonda
esperienza - il ritorno alla civiltà diventa quasi un tormento. Per
chi ha trascorso anche soltanto un giorno nel deserto ed è stato
anche solo sfiorato da quella immota atemporalità che impregna le
sabbie, il fare ritorno alla civiltà delle macchine è una fatica
interiore dura a sopportare.
Frison-Roche era andato anche per compiere una scalata importante, la Garet el Genun, la Montagna degli Spiriti, quella che i Tuareg ancora oggi temono. Vista alla sera o tra le foschie leggere del mattino la montagna non sembra avere nulla di inquietante tant'è che Frison la scala, seppur tra infinite difficoltà ed ad una temperatura di quasi sessanta gradi. Da allora viene chiamato Fratello dei Mufloni e così verrà chiamato sempre nel deserto. Se leggete questo libro scritto prima della seconda guerra mondiale rimarrete incantati. La scorrevolezza della narrazione è magistrale e sembra quasi impossibile non poter scrivere con la facilità con cui il libro è costruito. Ciò che fa la differenza è la passione assoluta che fuoriesce a getti potenti da tutte le pagine: le descrizioni sono sempre realizzate con un tocco magico che ha preso voce nelle notti trascorse accanto al fuoco e sotto le stelle lucenti del reg, il vento che trascina i granelli di sabbia negli occhi e nelle mucose rendendoli aguzzi come pietre da lancio ed esce dalla penna del francese come una tempesta bellissima. Non esiste davvero una pietra di paragone fedele per rendere il divertimento che un libro del genere possa trasmettere. A volte un film riesce a divertire, a volte un'esperienza nuova lascia qualcosa di nuovo su cui pensare: questo libro offre la possibilità di divertirsi come folli stando chiusi in casa e con pochi soldi. Le fotografie a corredo del testo sono state scattate all'epoca ed anche recentemente: ne emerge un raffronto chiaroscurato interessantissimo. Le immagini di oggi - molti scatti sono dell'infaticabile Mirella Tenderini che rivela un occhio acuto anche come fotografa - hanno saputo catturare il fascino sottile ed inestinguibile di una terra petrosa e desolata ma ricca di echi lontanissimi che sanno risuonare melodiosi nelle anime più percettive. Una nota interessante: soltanto gli animi sensibili possono subire uno sconvolgimento nell'animo a contatto con il deserto, i bruti pas encore. Pertanto se sarete così astuti da non farvi scappare una gemma così lucente non potrete sentire la voglia potente di calcare almeno una volta nella vita la superficie sassosa e di sabbia di un deserto. E poi ci ritornerete perché soltanto lì potrete conoscere una sensazione strana come quella di perdere del tutto il tempo... Tu ritornerai Fratello dei Mufloni... |
|
Alberto
Pezzini
|
|
__________ Recensioni precedenti:
|
copertina
Home page indice
info special
copyright© 2001 intra i sass
all rights reserved - http://www.intraisass.it