2 

 la recensione storica di intra i sass 

Titolo: Oltre i venti del Nord
Le nuove frontiere dell'alpinismo
Autore: Renato Casarotto
Prefazione di Walter Bonatti
Pagg. 119 con illustrazioni col.
€ 15,49
Editore: Dall'Oglio - 1986
Collana: "Exploit"

 

Oltre i venti del Nord recensione di Mauro Mazzetti

Credo che tutti abbiano un primo ricordo della propria esistenza, quando si fissa nella mente un episodio, un fatto, un pensiero, una cosa. Il mio primo ‘click’ è stato una scatola del meccano, di quelle sbarrette di alluminio con tanti buchi in cui inserire viti e bulloni per costruire macchine fantastiche ed inverosimili.
Anche di Casarotto ho un primo, lontanissimo ricordo, sfumato nella memoria di lontani pomeriggi estivi consumati a sfogliare riviste e a leggere libri. Mia nonna comprava tutte le settimane “Famiglia cristiana”, che proponeva con cadenza intermittente servizi divulgativi sulle parti del mondo più inesplorate. Allora c'era Bonatti, che furoreggiava sulle pagine di “Epoca” con i suoi reportage avremmo detto ieri ‘no limits’: alligatori, cannibali, giungle, traversate, avventura allo stato puro ed incontaminato. Anche “Famiglia cristiana” si era convertita (mi si passi la battuta), abbracciando la causa della divulgazione geografica, antropologica ed etnografica, sorvolando territori inesplorati e fascinosi, tanto da colpire l'immaginario di chi, come me bambino, alimentava la propria fantasia sdraiato sul pavimento di casa per cercare un po' di refrigerio.

Per molte settimane erano comparsi articoli strani, corredati di fotografie inusuali e quasi fuori posto in quella calda estate: masse immense di neve, caotici blocchi di ghiaccio, roccia a profusione, una tendina rossa appiccicata con il bostik al nulla del vuoto più profondo. Casarotto era allora solo un nome, guarnito di una piccola foto in alto a sinistra, a fianco del titolo dell'articolo: che ne sapevo io di montagne e di arrampicata, di cascate di ghiaccio e di alpinismo solitario? Un bel niente, uno zero tondo sulla pagella della conoscenza. Eppure, non so perché, frammenti di quel racconto a puntate ed immagini rubate alla fatica mi rimasero appiccicate nella memoria.

Solo molti anni più tardi ho inquadrato storicamente e culturalmente la figura di questo uomo schivo ed unico nel suo genere: sfogliando “Oltre i venti del Nord” ho ritrovato pensieri e parole di quell'antica rivista, ho intuito la grande carica della persona, ho percepito la sua incrollabile fiducia, la sua inarrestabile caparbietà. Il libro di per sé è il resoconto fedele di un'avventura verticale nel Nuovo Mondo, vissuta intensamente con la scansione precisa e distinta dei singoli differenti terreni di avventura.
Prima le cascate di ghiaccio, in compagnia di Guido Ghigo, alpinista solido e concreto, e di Giancarlo Grassi, figura onirica di folletto mai sazio di esplorare e di scoprire. I flussi ghiacciati più difficili vengono saliti con l'apparente facilità di chi racconta con toni sotto e non sopra le righe, senza enfatizzare le prestazioni ed i risultati raggiunti. Poi l'incredibile “Ridge of no return”, la cresta del non ritorno al McKinley: chilometri e chilometri da solo, con immane fatica fisica e mentale, superando difficoltà che avevano frustrato altri tentativi. Infine “il regno della luce”, l'arrampicata solare sulle rocce del Colorado, del Wyoming e della California in compagnia del gotha alpinistico locale.

“Oltre i venti del Nord” è la testimonianza di una parentesi, importante e significativa, ma pur sempre una parentesi, nella vita di Renato Casarotto, legato all'arco alpino da un legame profondo e inalienabile. La conclusione del libro suggella un periodo esaltante nella vita dell'alpinista vicentino: “Ho vissuto, in ogni caso, una grande lezione di vita. Dopo tanto tempo (cinque mesi n.d.r.) è di nuovo ora di ritornare a casa, di rivedere le pareti del Monte Bianco e riaccarezzare la roccia delle Dolomiti, di riunire strade che corrono ancora troppo distanti le une dalle altre, di fondere assieme esperienze diverse”.

Come mi industriavo a costruire e a smontare con il mio ormai arrugginito meccano strumenti e apparecchiature, così Casarotto affrontava un problema alpinistico, lo scomponeva nei singoli elementi e lo rimetteva insieme, più e più volte fino a raggiungerne la soluzione. Entrambi, purtroppo, abbiamo smesso troppo presto di giocare.

 

Mauro Mazzetti
Genova, luglio 2002

 

********************************************************
Libri correlati
-
GORETTA TRAVERSO, Goretta e Renato Casarotto - Una vita tra le montagne
- GORETTA TRAVERSO, I monti di ghiaccio

********************************************************

 

 Archivio Recensioni Storiche  

 copertina
Home page  indice  info  special

Antersass
Casa Editrice

copyright© 2002 intra i sass

all rights reserved - http://www.intraisass.it