2 |
|
la recensione storica di intra i sass |
|
|
Titolo:
Oltre i venti del Nord |
Oltre i venti del Nord recensione di Mauro Mazzetti |
|
Credo che tutti abbiano un primo ricordo della propria esistenza, quando
si fissa nella mente un episodio, un fatto, un pensiero, una cosa. Il mio
primo ‘click’ è stato una scatola del meccano, di quelle sbarrette di
alluminio con tanti buchi in cui inserire viti e bulloni per costruire
macchine fantastiche ed inverosimili. Anche di Casarotto ho un primo, lontanissimo ricordo, sfumato nella memoria di lontani pomeriggi estivi consumati a sfogliare riviste e a leggere libri. Mia nonna comprava tutte le settimane “Famiglia cristiana”, che proponeva con cadenza intermittente servizi divulgativi sulle parti del mondo più inesplorate. Allora c'era Bonatti, che furoreggiava sulle pagine di “Epoca” con i suoi reportage avremmo detto ieri ‘no limits’: alligatori, cannibali, giungle, traversate, avventura allo stato puro ed incontaminato. Anche “Famiglia cristiana” si era convertita (mi si passi la battuta), abbracciando la causa della divulgazione geografica, antropologica ed etnografica, sorvolando territori inesplorati e fascinosi, tanto da colpire l'immaginario di chi, come me bambino, alimentava la propria fantasia sdraiato sul pavimento di casa per cercare un po' di refrigerio. Per molte settimane erano comparsi articoli strani, corredati di fotografie inusuali e quasi fuori posto in quella calda estate: masse immense di neve, caotici blocchi di ghiaccio, roccia a profusione, una tendina rossa appiccicata con il bostik al nulla del vuoto più profondo. Casarotto era allora solo un nome, guarnito di una piccola foto in alto a sinistra, a fianco del titolo dell'articolo: che ne sapevo io di montagne e di arrampicata, di cascate di ghiaccio e di alpinismo solitario? Un bel niente, uno zero tondo sulla pagella della conoscenza. Eppure, non so perché, frammenti di quel racconto a puntate ed immagini rubate alla fatica mi rimasero appiccicate nella memoria. Solo molti anni più tardi ho inquadrato storicamente e
culturalmente la figura di questo uomo schivo ed unico nel suo genere:
sfogliando “Oltre i venti del Nord” ho ritrovato pensieri e parole di quell'antica rivista, ho intuito la grande carica della persona, ho
percepito la sua incrollabile fiducia, la sua inarrestabile caparbietà. Il
libro di per sé è il resoconto fedele di un'avventura verticale nel Nuovo
Mondo, vissuta intensamente con la scansione precisa e distinta dei
singoli differenti terreni di avventura. “Oltre i venti del Nord” è la testimonianza di una parentesi, importante e significativa, ma pur sempre una parentesi, nella vita di Renato Casarotto, legato all'arco alpino da un legame profondo e inalienabile. La conclusione del libro suggella un periodo esaltante nella vita dell'alpinista vicentino: “Ho vissuto, in ogni caso, una grande lezione di vita. Dopo tanto tempo (cinque mesi n.d.r.) è di nuovo ora di ritornare a casa, di rivedere le pareti del Monte Bianco e riaccarezzare la roccia delle Dolomiti, di riunire strade che corrono ancora troppo distanti le une dalle altre, di fondere assieme esperienze diverse”. Come mi industriavo a costruire e a smontare con il mio ormai arrugginito meccano strumenti e apparecchiature, così Casarotto affrontava un problema alpinistico, lo scomponeva nei singoli elementi e lo rimetteva insieme, più e più volte fino a raggiungerne la soluzione. Entrambi, purtroppo, abbiamo smesso troppo presto di giocare.
|
|
Mauro Mazzetti
|
|
******************************************************** ********************************************************
|
|
copertina
Antersass copyright© 2002 intra i sass all rights reserved - http://www.intraisass.it
|