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la recensione storica di intra i sass |
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Titolo: La Cima di Entrelor |
La Cima di Entrelor recensione di Mauro Mazzetti |
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La Cima di Entrelor,
intesa come libro, si affaccia con rammarico e con rimpianto sulla vita
dell'autore Renato Chabod. La cima di Entrelor, intesa come montagna, si
affaccia pigramente e bonariamente su Rhemes, in valle d'Aosta. La cima di Entrelor diventa così l'alfa e l'omega dell'attività alpinistica di questo valdostano duro e caparbio, che si è legato alla corda di “grandi” come Boccalatte e Gervasutti senza peraltro esserne fagocitato e metabolizzato. L'autore ha mantenuto la sua identità personale, non riducendosi solo ad essere il “secondo di...”; la considerazione è ancora più vera se si pensa che Chabod è stato anche senatore e presidente del CAI, quindi persona con un rimarchevole spessore culturale e con una spiccata caratteristica di autonomia.
E' pur vero che, a leggere il libro, queste considerazioni
non balzano subito evidenti: il racconto è spesso sottotraccia, frutto più
di un understatement inglese che di una grandeur francese. In questo modo di porsi e di proporsi, Chabod si allinea così sulle posizioni e sul comportamento del contemporaneo Massimo Mila, con il quale ha effettuato prime salite e ripetizioni di prestigio. Come Mila, Chabod non si limita a macinare gradi e dislivelli, pareti e scivoli, roccia e ghiaccio; al contrario, l'occhio disincantato ed oggettivo dell'autore ci mostra panorami nuovi e prospettive innovatrici, il tutto corretto e rimodellato dal filtro di una visione di alto profilo culturale. |
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Mauro Mazzetti
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