Cacao Meravigliao
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di Giuseppe "Popi" Miotti | |
Masino-Bregaglia-Disgrazia, Pizzo Cengalo, parete Nord-Est: l'ironica testimonianza della prima ascensione assoluta della grande parete che domina la Val Bondasca (inverno 1987).
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Nel 1987 riuscivo a compiere
una scalata sognata da tanto ed in sintonia con quello che era il ‘mio’
alpinismo: parete remota, disdegnata da tutti, via nuova ritenuta
d'incerto esito, grandi difficoltà superabili con pochi mezzi. Allora
stavo anche cambiando le mie convinzioni circa l'alpinismo e gli
alpinisti. Trovavo ridicolo chi commisurava la grandezza umana di uno
scalatore alle sue imprese. Mi faceva un po' pena quella ricerca disperata
all'ultimo sponsor, sempre più difficile, sempre meno redditizia, sempre
meno dignitosa. Così decisi che un'impresa che avrebbe potuto essere descritta e venduta con la seriosità tipica di un certo modo di intendere l'alpinismo, sarebbe diventata, almeno per me, un messaggio nella bottiglia, un simbolo di understatement e, in qualche modo, di contestazione. Sarebbe stato un racconto in cui tutto era vero e tutto era falso. In fondo, anche dopo dieci anni, ero rimasto un Sassista ed il Sassista non è mai sui binari già tracciati, anche se a volte, suo malgrado, ci si deve adattare. Ma, appena può, il suo spirito si ribella e vola, un po' farfallone, dove vuole, a zig zag, sopra le teste dei ‘rigidi’ che, proprio perché tali, non riescono bene a capire. Perché il “nuovo mattino” è uno stato mentale e se non lo si possiede, a nulla servono scritti, comportamenti o divise alternative: prima o poi ‘rigidi’ si ritorna. Probabilmente quel messaggio di allora non è arrivato che a pochissimi. Ma a me non importa: l'ho lanciato senza desiderio di aver consenso o di far ‘proselitismo’. E anche oggi, se lo ripropongo, non è allo scopo di far passare le mie idee, ma solo per un desiderio di giustizia verso quello che scrissi e che venne pubblicato su Lo Scarpone monco del finale. Giuseppe “Popi” Miotti (Sassista) __________ Nel quadro della sua azione di penetrazione sui mercati italiani la Cacao Meravigliao ltd. ha cercato di individuare tutte le strade che potessero fare conoscere il suo prodotto al difficile pubblico nazionale. A tutti è nota la frizzante trasmissione di Renzo Arbore la cui realizzazione è stata possibile solo grazie alla lungimiranza di Paulo Meravigliao, fondatore e padrone della ditta in questione. Nella capillare ricerca di canali pubblicitari non è stato tralasciato neppure l'alpinismo, settore in cui la Meravigliao s'è impegnata stipulando principeschi contratti con alpinisti di nota golosità. Fra gli sponsorizzati ci siamo anch'io e Tarcisio Fazzini, che abbiamo sottoscritto un accordo perenne con l'industria brasiliana, per un compenso di alcuni miliardi l'anno. Per onorare il contratto abbiamo subito pensato a qualche salita di risalto. Alla fine siamo giunti alla conclusione che poteva andare all'uopo una mia vecchia idea, carezzata per ben sei anni e sempre frustrata dalle avverse condizioni della montagna. Dal 1982 pensavo all'ascensione della parete Nord-Est del Cengalo, una paretaccia poco nota, quasi invisibile e anche un po' repellente. Precipita con i suoi 800 metri di dislivello nel Canalone dei Gemelli, delimitata a sinistra dall'Anticima Est e a destra dalla via dei Pilastri Kasper. La parete è tutto un intrico di canali e canalini, lastroni mal accatastati, nevai e salti monolitici; d'estate è pericolosa come un paio di Eiger data la scarsa coesione delle immani lastre. L'unico momento buono per salirla è l'inverno, ma non tutti gli inverni riescono bene: bisogna che sia a lungo nevicato in autunno, che si siano formate cascate e goulottes, bisogna che l'avvicinamento non sia troppo pericoloso per slavine e neppure troppo faticoso. Tutte le condizioni favorevoli si sono create durante il Natale scorso,
così, a pochi giorni dalla firma del contratto siamo partiti. Era con noi
anche Camillo Selvetti, alpinista valtellinese che già aveva preso parte
ad un tentativo. Alle mezzogiorno siamo finalmente alla base della grande parete che, a
prima vista, sembra ancora più labirintica che in foto. Ci prepariamo con
calma, sgranocchiando caramelle Meravigliao. Tarcisio prende il comando,
sormonta una meringa di neve e raggiunge la roccia pennellata leggermente
da un sottile strato di ghiaccio: 75-80 gradi per una lunghezza, poi
raggiunge il primo nevaio. Proseguiamo in conserva per altre tre lunghezze
di corda, giungendo all'impennata rocciosa ove si ramificano tre canali.
Ho l'impressione che dovremmo scegliere quello di destra ma, chissà come,
ci troviamo all'inizio di quello centrale. In breve giungo alla sosta e, mentre Camillo lotta con le maniglie, decido
di passare in testa per riuscire a capire cosa ci attende sopra. Camillo
ritarda un poco ma poi riesce a salire, lasciando purtroppo quattro dei
nostri cinque chiodi da roccia. Dal mio punto di sosta, riesco a
fotografare un bel tramonto verso le Sciore e osservo la parete
precipitare con inclinazione folle verso il basso: per fortuna ci sono
ottime condizioni! E' l'unica via d'uscita. Io e Cami scendiamo assicurati da Tarcisio e nella
discesa, peraltro facile, piazziamo alcune protezioni. Al termine della
corda, dieci metri sotto i nostri piedi, le torce illuminano il canalone
che conduce alla grande rampa. Da questo momento inizia una folle salita
in conserva per circa trecento metri su pendenze di ghiaccio e misto che
si aggirano sui 60 gradi. Non si riesce a trovare nulla di buono per
sostare, Camillo ha perso il casco e la pila, per cui viaggia quasi al
buio. La rampa sembra non avere mai fine. Appesi o quasi al nostro blocco ci guardiamo attorno un po' sgomenti: non si trova una cengetta o un posto per riposare nemmeno a pagarlo, tutto scivola verso il basso e verso l'alto con inclinazioni notevoli. Siamo però tutti stanchi e quindi ricavando un piccolo spazio ai piedi del masso poggiamo il fornello e scaldiamo un paio di porzioni familiari vitaminizzate di Cacao Meravigliao extra strong. Sono circa le 23 e 30 del giorno 26, di fermarsi, così appesi, non se ne parla neppure: meglio andare avanti. Fra un sorso e l'altro della nostra miracolosa bevanda cerco in tutti i modi di rilassarmi per poter recuperare energie. Alla fine viene anche l'ora di lasciare la nostra isola scomoda ma sicura. Salgo direttamente per un tiro giungendo alla base della parete terminale che da sotto sembra alta come la Nord-est del Badile. Un nut e un friend, messi fra lame appiccicate dal gelo, sono la nostra sosta. All'arrivo degli amici mi faccio ridare il chiodo e riparto. Traverso su neve inconsistente appoggiata a placche di granito. Come nei più classici racconti di vero alpinismo “i ramponi grattano la roccia e non oso neppure per un attimo guardare verso il basso o pensare ai risultati di un volo”. Prego solo di trovare un punto di ancoraggio al termine delle corde: andare in conserva qui sarebbe un mezzo suicidio. Logicamente non trovo punti di sosta, metto un rinvio il più sicuro possibile attorno a una lama e riprendiamo a salire assieme. Per fortuna dopo altri venti metri riesco a sostare presso uno spuntone. Dopo un'altra lunghezza trovo un fessurino per il chiodo e dopo un'altra ancora mi ancoro ad un masso. Finalmente abbiamo raggiunto il tratto finale della via Borghese alla parete Nord. La pila, volta verso l'alto, illumina le cornici che sporgono sulle nostre teste, il posto non mi piace per niente. Tarci riprende la guida della cordata e con un'altra lunghezza obliqua tocca la via Borghese proprio sotto il muro finale. La sosta è precaria, ma l'inesausto chiodo torna a fare il suo dovere: deve! Come da accordi presi con Paulo Meravigliao ora dovrebbe arrivare un elicottero con fari a luci psichedeliche. La Meravigliao vuole che gli svizzeri possano vedere l'uscita anche da Saint Moritz, l'effetto pubblicitario sarebbe enorme e forse potrebbe finalmente entrare anche sul diffidente mercato Svizzero, fornendo la materia prima per l'industria del cioccolato. Purtroppo l'elicottero, lo sapremo poi, era a terra, in avaria. Dopo aver invano atteso l'arrivo del velivolo, Tarcisio si decide ad uscire, io dal basso cercherò di illuminare la scena come posso. E' un quadro meraviglioso, esteticamente perfetto, con le cornici di neve che sporgono, la roccia grigia, il cielo nero, spolverato da spruzzi di neve sollevata dal vento, e la lucina di Tarci che si fa strada in quegli ultimi sospirati metri. Finalmente con un jetez a due attrezzi, piantati di manico oltre le cornici, il Tarci scompare alla vista. Salendo le rocce ricordo i vari passaggi della via Borghese, aggiro un muretto liscio e di tanto in tanto illumino la strada a Camillo che ha perso anche un guanto e si sta congelando una mano. Gli lascio una delle mie moffole di riserva per fare gli ultimi metri poi mi trascino sulla calotta terminale. Poco dopo arriverà anche lui. Sulla vetta, battuta da un vento tagliente non un gesto di gioia, non una
stretta di mano, siamo tutti molto stanchi e non pensiamo che ad
abbassarci e ad un'altra tazza di cacao. Alla base del Cengalo gli zaini tornano pesanti, scendiamo su neve poco
consistente, salutiamo il cugino di Tarcisio, Ottavio, impegnato nella
solitaria alla Via Pedroni sul Badile e senza passare dalla Gianetti
divalliamo. Poco sotto il rifugio siamo distratti dal rumore di un
elicottero. Quando il velivolo si avvicina lo riconosciamo immediatamente:
con quella cabina, a forma di confezione verde di Cacao Meravigliao, e i
suoi colori sgargianti, non può essere che quello di Paulo Meravigliao.
Grazie Presidente, grazie di cuore, ora sappiamo che Lei esiste veramente,
sappiamo che Lei è l'incarnazione del bene e che farebbe tutto per noi.
Una lacrima mi corre sulle gote e a stento tutti ci tratteniamo dal
piangere a dirotto. Il velivolo è ormai lontano, il suo rumore si è fatto
fioco, ma la carlinga scintilla ancora, piccolo sole nel sole.
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Sondrio, 1987 © gennaio 2003 intraisass |
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Giuseppe "Popi" Miotti
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BIBLIOGRAFIA ESSENZIALEGIANLUCA MASPES - GIUSEPPE MIOTTI, Masino - Bregaglia - Disgrazia, Sondrio 1996. ENRICO CAMANNI, Nuovi Mattini. Il singolare sessantotto degli alpinisti, Torino 1998. ----------------------------------------------------------------------------------------------------
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