La salita sbagliata

 

di Diego Campi

 

Pale di San Martino, Cima Orientale di Manstorna, spigolo est-nord-est: ripetizione della via Brunet-Pellican.

 

Il tempo è incerto ma decidiamo lo stesso di partire. 
Beppe non si tira mai indietro quando è il momento di prendere una decisione; troppe volte il cattivo tempo ci ha bloccato: è ora di dare una svolta alla sorte imponendoci sulle condizioni meteorologiche.
Risaliamo con passo svelto la Val Canali, passando davanti al Rifugio Treviso senza fermarci; la nostra meta è La Cima di Manstorna lungo la via Kess per la parete sud-est. Un percorso lungo da fare in giornata partendo da casa, ma siamo ben allenati, e con il ritmo giusto maciniamo metri su metri.
Poco sotto il Passo Canali dobbiamo attraversare a sinistra per raggiungere la parete, ma abbiamo una divergenza per dove passare. Mi impongo a Beppe e cominciamo a salire per facili rocce che ci portano sullo spigolo che delimita le pareti nord e sud. Sicuramente, penso tra me, una volta oltrepassatolo raggiungeremo in breve l'attacco della nostra salita. Affacciatisi sull'altro versante, la parete verticale ci fa capire chiaramente che così non è. 
Beppe aveva intuito giusto, bisognava passare più in basso; un largo sorriso rivolto all'amico nel tentativo di farmi perdonare, e nel contempo comincio a tessere le lodi della splendida salita che abbiamo d'innanzi, il meraviglioso spigolo est-nord-est della Cima Orientale di Manstorna.
Spero veramente che sia così; da queste parti non siamo mai venuti e l'unica informazione che abbiamo della via è la relazione che abbiamo letto qualche tempo fa. Spero che i ricordi non ci tradiscano.
Beppe non dice niente e comincia a prepararsi levando dallo zaino l'attrezzatura d'arrampicata. D'altro canto non abbiamo alternative, il tempo sinora ha tenuto, ma non promette niente di buono e scendere per riportarsi sulla via che c'eravamo prefissati di fare, sarebbe una gran perdita di tempo prezioso.

Cominciamo a salire lungo il filo dello spigolo. La roccia dapprima si presenta un po' delicata, ma quando la parete diventa verticale è ruvida e solida.  Si alza il vento e nuvole nere si addensano sulla Cima dell'Agner: nonostante la preoccupazione per il cattivo tempo ormai imminente non possiamo non godere dello splendido panorama che questa salita ci offre, a cavallo tra due valli dai paesaggi selvaggi e solitari. Siamo soli sulla montagna e questo ci fa assaporare ancora di più il gusto di antiche avventure.
La salita si rivela piacevole e non rimpiangiamo l'itinerario programmato.
Comincia a cadere un po' di neve, ma siamo ormai molto in alto; due lunghezze e siamo in vetta. Le nubi si aprono, qualche raggio di sole e sprazzi d'azzurro; il vento è forte, nuvole nere cariche di pioggia si addentrano fra le cime circostanti, più in alto dei meravigliosi cumuli bianchi s'innalzano splendidi nel cielo azzurro. Tutto è in rapido movimento, nella selvaggia forza della natura.

Un'intensa stretta di mano e iniziamo a scendere. La neve per il versante settentrionale è profonda e marcia e ci ostacola non poco; ciò nonostante perdiamo quota rapidamente. Giù in Val Canali scattiamo alcune foto alla parete appena in tempo, poi tutto si chiude. Il cielo diventa cupo, mettiamo le mantelline e una pioggia insistente comincia scendere, accompagnandoci per tutto il ritorno. Qualche parola, qualche frase, poi ognuno di noi se ne sta avvolto nei propri pensieri, ascoltando i propri passi e l'acqua che scende sempre più forte.

Con Beppe Lobba il 13 maggio 2000, Cima Orientale di Manstorna, spigolo est-nord-est nell'alta Val Canali.

Maggio 2000

Diego Campi

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

LUDOVICO CAPPELLARI - RENZO TIMILLERO, Pale di S. Martino - VAL CANALI - Arrampicate ed Escursioni, Cortina 1978, p. 95.

----------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Contatore visite

Home page  indice  info  special

copyright© 2000 intra i sass

all rights reserved - http://www.intraisass.it