Un incubo da sogno
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di Benigno Balatti | |
Masino-Bregaglia-Disgrazia, Sella di Monte Pioda, parete Nord: 1^ salita del Couloir dei Sogni (23 maggio 1998).
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Ho effettuato numerose prime salite nel
gruppo
del Monte Disgrazia, ma la mia mente era fissa su quel colatoio che si trova
tra la vetta e il Monte Pioda. Ho tentato più volte di affrontarla, questa
parete Nord, sia in primavera che in autunno, ma il tempo mi è sempre
stato ostile: o la temperatura era troppo alta o mancava ghiaccio.
Partiamo da Chiareggio un sabato mattina alle 7.
Siamo in tre: io, mia moglie Giovanna, e l'amico Gianfranco (Filippet).
Risaliamo la Val Sissone dirigendoci verso il ghiacciaio del Disgrazia.
Abbiamo subito la consapevolezza che sarà una giornata dura: il
ghiacciaio è molto crepacciato a causa della stagione avanzata.
Procediamo a rilento per le insidie che troviamo lungo il percorso: lo
strato di neve, dura e solida all'inizio, man mano che avanziamo si
trasforma in trabocchetti che l'alpinista che a turno batte la pista
deve evitare o affrontare. Nel pomeriggio poi il tempo peggiora:
dapprima una forte bufera, poi una fitta nevicata. Ci affrettiamo a
cercare le corde fisse così da raggiungere il bivacco Odello-Grandori.
Dopo aver fatto il turno lavorativo notturno, nel primo pomeriggio parto con mia moglie. Risaliamo il ghiacciaio del Disgrazia riuscendo a bivaccare presso un grosso seracco che si trova a trenta minuti dall'attacco. Dopo cinque ore di avvicinamento le condizioni meteorologiche e la neve sono ancora buone. Sfortunatamente, durante la notte si alza un vento da nord che non solo ci impedisce di accendere il fornello (niente cena), ma anche di addormentarci tranquillamente. Si trascorre la notte senza dormire cercando di ripararsi dalla neve che si accumula sopra di noi. Alle prime luci dell'alba cerchiamo di accendere nuovamente il fornello ma senza successo. Il vento è ancora forte e la bufera non accenna a diminuire. Ancora una volta battiamo in ritirata.
Effettuiamo con gli sci una ricognizione al
Pizzo Cassandra al fine di valutare le condizioni della parete per un
successivo tentativo. C'è ancora molta neve e noi non siamo provetti
sciatori. Intravedo sulla destra del Pizzo, davanti al ghiacciaio della
Ventina, una possibile via percorribile per la quota 3312 della cresta Sud-est; la effettueremo la settimana successiva (17 maggio). Il
suo nome sarà ‘Cogli l'attimo’
per un dislivello di 700 metri di salita classica e tratti fino a 80° con
un passo di 5°+ su roccia. Superiamo questa salita, ben visibile a tutti,
senza alcun problema di avvicinamento (circa tre ore di salita).
Forti dell'ascensione della settimana
precedente eccoci ad affrontare nuovamente il ghiacciaio del Disgrazia.
Mentre ci avviciniamo sempre più alla parete constato che il canale
intravisto in precedenza, che pensavo fattibile, in realtà risulta
essere impraticabile direttamente per mancanza di colate di ghiaccio.
Decidiamo quindi di salirne uno parallelo, a destra. Solo l'indomani,
in parete, potremo sapere se sarà possibile continuare diritti per la
goulotte o rientrare verso sinistra riprendendo così il canale che
pensavamo all'inizio di percorrere direttamente. Abbiamo chiamato la nostra via ‘Couloir dei sogni’, perché erano tredici anni che sognavo di portare a termine questa avventura, e l'abbiamo dedicata all'amico e guida Enrico Lenatti, scomparso all'inizio del 1998, per molti anni custode e gestore del Rifugio Porro. E' stato il Rico (così veniva chiamato affettuosamente dagli amici) a darmi consigli preziosi per tutte le salite nel Gruppo del Disgrazia, che lui conosceva bene. Il suo incoraggiamento e il suo appoggio mi sono stati indispensabili, in particolar modo per affrontare questa ascensione, dove l'ambiente severo e così poco esplorato è ricco di vie di non facile accesso. L'esser riuscito in questa impresa non è solo una vittoria mia e di mia moglie, ma anche di Enrico, che sicuramente - mi par ancora di vederlo, pelle bruciata dal sole - avrebbe esultato con noi per il successo.
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Maggio 2000 | |
Benigno Balatti
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BIBLIOGRAFIA ESSENZIALEAA.VV., Note tecniche, in C.A.A.I. Annuario 1998, p.103. ALDO BONACOSSA - GIOVANNI ROSSI, Másino-Bregáglia-Disgrázia (Volume II), GUIDA DEI MONTI D'ITALIA C.A.I. - T.C.I., Milano 1975, pp. 61, 280-287. ----------------------------------------------------------------------------------------------------
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